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Droni: una tecologia sempre più complessa, ma anche fragile

I droni sono utilizzati sempre più in ambito militare e civile, ma, per quanto li si renda tecnologicamente migliori, rimangono irrisolti i problemi sulla sicurezza

I droni, negli ultimi anni, sono diventati uno strumento molto diffuso sia in campo militare, sia per quanto riguarda l’industria civile.

Sono in molti a pensare che, nel breve periodo, l’aeromobile a pilotaggio remoto (questa la sua vera denominazione) possa essere impiegato in attività che, attualmente. vengono ricoperte da essere umani. Questa affermazione, però, non tiene conto di alcuni punti deboli che, attualmente, questa tecnologia comporta.

Problema sicurezza

Il drone è senza dubbio uno strumento utile in determinate attività. Con lo sviluppo della tecnologia, è stato possibile costruirne sempre di più sofisticati, capaci di spingersi ad altezze e distanze che, fino a qualche tempo fa, sembravano inimaginabili. Esiste un problema di fondo, però, che ancora non è stato risolto: quello della sicurezza dei controlli.

Ad oggi i sistemi di comunicazione dei droni risultano facili da manomettere. Sono molti gli esempi di aeromobile crackati da qualche hacker, soprattutto quelli utilizzati in campo militare.

Al momento, gli unici strumenti conosciuti per cercare (quindi senza averne la certezza) di evitare attacchi informatici sono cambiare  la password impostata di default inserendone una complessa e usare un sistema di crittografia come WPA2. Troppo poco, in un mondo che scopre sempre nuove forme di pirateria.
Per questo motivo, affidarsi completamente ad una macchina, al momento, non sembra realistico.

Droni diversi per usi diversi

Se non è realisticamente possibile che i droni sostituiscano gli uomini, almeno per il momento, è possibile affermare che, nel campo della sicurezza, sono molto vicini a battere i migliori sistemi di allarme.

Al momento, a seconda dell’utilizzo che si richiede, esistono diversi tipi di aeromobile. Il modello standard è quello dotato di GPS, sensore di velocità e una videocamera. Un drone di questo tipo è facilmente reperibile su internet e può essere utilizzato anche da privati.

Non sono, però, i soli che possono essere adoperati senza una reale qualifica. La tecnologia moderna ha reso possibile l’inserimento di stabilizzatori di voli sempre più complessi, in modo da non far perdere equilibrio al drone con il crescere della distanza dal punto di controllo. Proprio puntando sullo sviluppo di controllo a distanza è stato possibile rendere i droni pilotabili da remoto, con il semplice utilizzo di uno smartphone o tablet.

Esistono, poi, aeromobili, programmati per tornare indietro da soli, una volta raggiunti la distanza massima consentita dal controller.

Insomma: non vi è dubbio che l’autonomia di questi “computer volanti” sia cresciuta parecchio rispetto ai primi modelli in voga durante la Prima Guerra Mondiale.

Droni industriali e sesto senso

Se per usare droni nella propria area privata o in spazi aperti e isolati non c’è bisogno di una particolare preparazione, purché si segua il regolamento ENAC, diverso è il discorso per quegli apparecchi usati nell’industria.

Qui il discorso cambia sia per il tipo di drone che si va a usare (molto più grande e tecnologicamente complesso) sia per il tipo di preparazione e accortezze che si devo avere.  Per questo motivo, per poter utilizzare gli aeromobili è necessario un addestramento speciale. In questo momento, un drone non è nulla senza un operatore con un’adeguata preparazione che sappia esattamente come prevenire situazioni di pericolo e porvi rimedio.

Il punto è sempre lo stesso: per quanto le macchine siano intelligenti, rimangono prive di un “fattore umano” ovvero quell’istinto che porta a fare una scelta , all’apparenza illogica, ma che può rivelarsi risolutiva.

Il cosiddetto sesto senso è una qualità che non può esser implementata in una macchina. Per questo motivo, credere in un mondo governato da droni, è un esercizio che può essere lasciato volentieri a chi ama la fantascienza.

Autore: Redazione
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